Perché e a quale scopo lo studio dell’astronomia: nuove frontiere dell’astrofisica

Relatore: Prof. Piero Rafanelli – Università di Padova – Direttore del Dipartimento di Astronomia

Venerdì 26 febbraio 2010 – ore 20.45
Sala del Centro Sociale – Piazza Donatori di sangue – Mogliano Veneto

L’Astronomia è senza dubbio una delle scienze più antiche. La sua origine assieme a quella della Matematica e della Geometria si perde nei tempi remoti della preistoria. L’uomo sicuramente osservava il cielo ancor prima di aver inventato la scrittura e forme evolute di comunicazione, perché il cielo era una risorsa culturale naturale, affascinante per la sua bellezza e inestimabile per la sua utilità. Osservando il cielo si scandivano le stagioni, si poteva orientare il cammino. Il cielo era un orologio naturale meraviglioso per stimare il tempo, ma era anche il cosmo irraggiungibile e perfetto, che circondava l’uomo e in cui tutto era immerso. Il mistero della bellezza e della perfezione dei fenomeni celesti non potevano che suscitare curiosità e accendere il fuoco di una sfida continua, viva ancora oggi sin dalla notte dei tempi, per comprenderne la natura e l’origine.

E’ con Galileo, quattrocento anni fa’, che questa febbre di capire ebbe una svolta decisiva per tutta la nostra civiltà. Nel 1609 a Padova Galileo, puntando un cannocchiale verso il cielo, fu il primo a estendere i limiti dell’occhio umano nell’osservazione dei fenomeni celesti e a rivoluzionarne l’interpretazione. L’Astronomia e l’Astrofisica moderna nacquero allora, quando, sulla scia di Galileo, cominciò la corsa alla ricerca di oggetti celesti sempre più deboli e sempre più distanti. Una corsa che continua ancora oggi colla costruzione di telescopi di dimensioni sempre maggiori, che operano da terra e dallo spazio, prodotti utilizzando tecnologie sempre più avanzate e raffinate. L’Astronomia osservativa divenne con Galileo una scienza che ancora oggi ispira il progresso tecnologico in un ampio spettro di settori, che vanno, per accennarne solo alcuni, dall’ottica alla meccanica, dall’elettronica all’informatica fino alla scienza dei materiali, alle nanotecnologie e alle tecnologie aerospaziali.

L’Astronomia e l’Astrofisica evolvono da Galileo in poi sempre più vorticosamente e in questo vortice risucchiano tutte le discipline scientifiche. I risultati e i metodi di tutte le Scienze Naturali: Matematica, Fisica, Chimica, Geologia, Biologia, sono strumenti indispensabili per la ricerca astronomica, che li utilizza per interpretare ciò che osserva nell’Universo, assumendo che ciò che è verificato in laboratorio sulla Terra avvenga allo stesso modo in qualunque altra parte del Cosmo. 

Non di meno la costruzione d’imponenti moderne strumentazioni ci ha portato a osservare oggetti sempre più distanti e deboli, la cui luce proviene da epoche molto vicine all’istante in cui si formò il nostro Universo. E così la sfida diventa sempre più intrigante. Si ottengono informazioni fisiche su fenomeni avvenuti subito dopo l’istante iniziale; fenomeni la cui conoscenza amplia il confine fra osservabile e imponderabile con il conseguente risultato che anziché ridursi si moltiplica il numero di quesiti aperti, fra i quali quello fondamentale sul problema delle origini.  La sfida diventa così un’intricata avventura in cui scienza e filosofia  vengono a stretto contatto fra di loro e in cui scienziati e filosofi per interagire con profitto devono individuare un linguaggio con cui comunicare, capirsi a vicenda e farsi capire. 

Grazie a quel semplice atto rivoluzionario di Galileo Galilei si è accesa una reazione a catena, che da allora ad oggi coinvolge tutto lo scibile umano.


Nato a Firenze nel 1948 e ottenuta la laurea in Astronomia con il massimo dei voti, ha svolto ricerca per due anni presso il Max-Planck-Institut für Astronomie di Heidelberg.
Ha trascorso lunghi soggiorni di ricerca quale Visiting Scientist presso gli istituti: Lick Observatory, University of California S. Cruz, Astrophysical Institute Potsdam (Berlino), European Southern Observatory di Monaco, Max Planck Institut für Astronomie Heidelberg.
È attualmente Professore Ordinario di Spettroscopia Astronomica presso l’Università di Padova e Adjunct full Professor di Tecniche Astrofisiche all’Università di Innsbruck. Dal 2000 è direttore del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Padova e dell’Osservatorio Astrofisico di Asiago.
È membro delle seguenti Accademie:

  • Österreichische Akademie der Wissenschaften di Vienna
  • Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia
  • Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti di Padova

Il suo interesse è da sempre indirizzato allo studio, con tecniche spettroscopiche, di variabili esplosive e di galassie attive.
Ha svolto anche ricerca e attività tecnologica nel campo dell’ottica, partecipando al progetto ottico di telescopi orbitanti sviluppati dall’ESA.
Responsabile della costruzione e del collaudo delle ottiche attive del Telescopio Nazionale Galileo, ha collaborato per anni con le Officine Zeiss per organizzare le varie fasi dei test ottici. Stessa attività ha svolto presso le Officine Lytkarino di Mosca per il progetto VST, un telescopio di 2.5 m da affiancare al Very Large Telescope dell’ESO per survey profonde del cielo.
L’attività scientifica in campo astrofisico e tecnologico è testimoniata da circa 180 pubblicazioni su riviste internazionali e comunicazioni a congressi.

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