Botteghe, meccanici, filosofi naturali
Di admin | 2. maggio 2010 | Categoria: Conferenze | Nessun commento »6 maggio 2010 – Aula Magna “Galileo Galilei” – Palazzo Bo – ore 17.00
Incontro con il prof. Paolo Rossi
Quale la differenza tra arti liberali e arti meccaniche? Come si configura la polemica dei meccanici contro la cultura delle università? Coma nascono i luoghi di una ricerca che intende essere strutturalmente diversa dalla cultura dei monasteri e da quella delle università? Quale l’ideologia, quali i “luoghi” e quali le regole che si danno le nuove comunità che nascono in Italia, in Francia, in Inghilterra? Come arrivano a saldarsi insieme le teorie e gli strumenti?
Paolo Rossi, nato a Urbino nel 1923, è professore emerito di storia della filosofia nell’Università di Firenze. Ha dato contributi su quattro terreni di studio: 1) il rapporto magia/scienza fra Cinquecento e Settecento; 2) la costruzione di una lingua universale e le arti della memoria da Lullo a Leibniz; 3) la cosiddetta “scoperta del tempo” che segna il passaggio da una visione del mondo nella quale la storia della natura e dell’uomo erano confinate entro i 6000 anni della ortodossia biblica all’immagine di un “oscuro abisso” che si nasconde dietro il presente; 4) la filosofia di Giambattista Vico. Tutti questi studi (ad eccezione del volume vichiano) sono tradotti nelle principali lingue europee e tre di essi in giapponese.
Ha scritto, per un pubblico non specialista “La nascita della scienza moderna in Europa”, pubblicato in Italia da Laterza nel 1998 e tradotto o in corso di traduzione in quattordici paesi. Ha compiuto studi presso il Warburg Institute della London University ed è stato Visiting Fellow presso il Wolfson College della Cambridge University. E’ socio nazionale dell’Accademia dei Lincei e ed è membro emerito della Academia Europaea. Nel 1985 gli è stata conferita dalla History of Science Society (Usa) la “Sarton Medal” per la storia della scienza. Nel 2003 la Société de Physique et d’Histoire Naturelle di Ginevra gli ha assegnato la “Medaille Pictet” per il suo contributo alla storia delle scienze. Nel 2009 ha ricevuto il Premio
Balzan.