ALBERTO OLIVERIO – Rapporti tra cervello e comportamento

17/01/2014 – Venerdì ore 21,00 presso l’Auditorium del Liceo “G. Berto”

Conoscere come funziona il cervello, dove e come avviene una particolare attività nervosa ha un valore che va oltre le neuroscienze: ha un impatto su filosofia e sul modo di guardare noi stessi. Nuove tecniche ci permettono di sondare il cervello e di conoscere la sua fisiologia. Ma emergono nuovi quesiti: quando si individua un’area la cui attività è correlata a una particolare funzione nervosa come giudichiamo il suo ruolo? Esiste un rapporto univoco tra una sede nervosa e una funzione, o il rapporto non è esclusivo, da quell’area possono dipendere più funzioni? L’evoluzione del sistema nervoso indica che nella stessa struttura possono essere conservate funzioni precedenti e a queste affiancarsene di nuove, connesse tra loro da una logica interna. Ciò spiega come la comparsa della scrittura o delle abilità numeriche nell’uomo si sia verificata in tempi troppo rapidi per essere compatibili con l’evoluzione di apposite strutture cerebrali. La versatilità delle strutture nervose va affrontata dal punto di vista del ruolo giocato dalla plasticità nervosa e dalla variabilità individuale: uno stesso compito viene svolto tramite strategie differenti. Fondamentale nell’evoluzione cognitiva umana è stata la creazione di una struttura allargata che dipende dall’esistenza di varie tecnologie cognitive che espandono e danno nuova forma al pensiero umano. Più delle altre specie animali utilizziamo strutture non biologiche (strumenti, media, annotazioni) a complemento delle capacità biologiche di elaborare informazione e di creare sistemi cognitivi estesi ben superiori a quelle cervello. Molti  successi umani si spiegano con la cooperazione tra cervello e tecnologie cognitive da cui derivano ambienti tecnologicamente arricchiti in cui (nuovi) cervelli e (nuove) tecnologie producono un nuovo ambiente. Esiste poi una crescente capacità di modificare le funzioni del cervello umano, il che pone problemi affrontati da una nuova disciplina, la neuroetica.

Alberto Oliverio: Professore Emerito di Psicobiologia all’Università di Roma La Sapienza. Nel comitato editoriale di numerose riviste scientifiche internazionali, organizza e partecipa a congressi nel campo delle neuroscienze e della biologia del comportamento e, dei rapporti tra scienza e società. Socio fondatore della Società Italiana di Etologia e della Società Italiana di Neuroscienze, ha diretto l’Istituto di Psicobiologia e Psicofarmacologia del CNR. Autore di oltre 400 pubblicazioni scientifiche, di saggi professionali, didattici e di divulgazione, gli ultimi riguardano i rapporti tra comportamento e strutture cerebrali – Geografia della mente (Raffaello Cortina), Prima lezione di neuroscienze (Laterza) – tra cervello e inconscio – La vita nascosta del cervello (Giunti) – e quelli tra cervello e mente – Cervello (Bollati Boringhieri), Immaginazione e memoria (Mondadori). Collabora con Corriere della Sera e con Il Messaggero.

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