FIORELLA OPERTO – Intelligenza: umana o artificiale?

07/02/2014 – – Venerdì ore 21,00 presso l’Auditorium del Liceo “G. Berto”

Il XXI sarà il secolo delle macchine intelligenti, i robot. Più i robot saranno intelligenti, meno ci accorgeremo di loro. In robotica, intelligenza è la capacità di sintetizzare un comportamento favorevole per la sopravvivenza di una macchina autonoma nell’ambiente reale e per l’esecuzione di una missione. Quando la missione prevede la collaborazione stretta e l’assistenza a un umano, intelligenza del robot significa capacità di acquisizione e interpretazione del comportamento umano. Immaginiamo che tra una decina d’anni vi saranno robot ovunque, che si muoveranno in spazi umani, superando la segregazione cui li aveva confinati la robotica industriale. Il concetto di intelligenza si allarga ad essere intelligenza distribuita, base per ricerche sull’architettura di un robot. Le implicazioni di questo concetto per la robotica sono moltissime, soprattutto se associata alle reti: la networked robotics, o i network robot system. Immaginiamo che si possano stabilire ampie connessioni di robot alle reti: un’espansione della intelligenza robotica. La connessione di un robot alla rete costituisce un’espansione dei suoi limiti fisici. Il concetto di robot cambia: non più macchina tradizionale, autonoma o controllata da un operatore, ma insieme di parti non necessariamente connesse fisicamente, collegate dal punto di vista dell’informazione. Immaginiamo un sistema robotico che opera in un cantiere: gli occhi sono piccoli elicotteri, droni; le braccia ruspe; lo governa un centro di comando che può anche essere dall’altra parte del pianeta o addirittura su un altro pianeta. Più calcolatori implementeranno l’intelligenza di questo super robot: uno conoscerà perfettamente il modo di operare, un altro lo scenario in cui si sta operando, un terzo conterrà memoria di tutte le operazioni compiute da robot analoghi o da operatori umani nel passato. Tutti questi robot, collegati tra  loro, costituiranno di fatto i vari livelli dell’intelligenza di questo super-robot distribuito.

Fiorella Operto: Laureata in filosofia, si è dedicata alla divulgazione scientifica, lavorando con laboratori e centri di ricerca in Europa e USA. La ricerca e la divulgazione scientifica devono andare di pari passo: da questo assunto ricerca nuovi media per comunicare le scoperte e le ipotesi scientifiche a un pubblico di lettori non specializzati, utilizzando ogni forma di comunicazione (romanzi, teatro, film, documentari, musica, spot). Ha collaborato con il Reparto Robotica del CNR di Genova. È co-fondatrice e Presidente della Scuola di Robotica. Collabora con il robotico Gianmarco Veruggio per lo sviluppo della Roboetica. Nel 2008 ha ricevuto il Blackberry Awards come Tecnovisionaria dell’anno per aver promosso in Italia il progetto “Roberta, le ragazze scoprono i robot”, per promuovere la curiosità e l’interesse scientifici presso le bambine e le ragazze. Ha contribuito a fondare la collana di libri di divulgazione scientifica I Dialoghi, Di Renzo Editore.

2 commenti
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  1. L’uomo programma il robot, intelligenza umana. Il Robot può programmare un altro robot? O l’intelligenza artificiale può solo ricopiare? Credo che tutti i cervelli artificiali hanno bisogno della mente umana. Il computer che gioca a scacchi che vince contro il campione del mondo in carica , pensa e gioca come un Grande Maestro. Cioè e’ bravo ad elaborare il pensiero del GM, cioè va oltre la previsione della mente umana. Chi ha programmato il computer ?

  2. Ottima domanda da porre alla nostra relatrice domani sera!

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