Dal nostro mentore scientifico…

Anche quest’anno parte il ciclo di incontri organizzati dal Circolo Galileo Galilei di Mogliano. Mi preme sottolineare che la prosecuzione di questa iniziativa non è affatto scontata. Iniziative simili in Italia stanno crescendo di numero, ma troppo spesso non durano nel tempo. L’eccezionalità di questa iniziativa è legata alla casuale compresenza a Mogliano di diverse realtà, tutte animate dal medesimo obiettivo di far crescere la cultura diffusa, e in particolare la cultura scientifica diffusa. L’anima di queste iniziative è prima di tutto la tenacia, il sacrificio e il lavoro di un collettivo, quello del Circolo Galileo Galiei, che va ringraziato e sostenuto. A questo si aggiunge a Mogliano la disponibilità lungimirante e non comune nel nostro Paese di altre persone, come il dirigente scolastico del Liceo Giuseppe Berto, consapevole che la scuola cresce e si migliora solo in un contesto in cui cresce la cultura diffusa, e che la scuola cresce e si migliora solo se diventa un punto di riferimento per il territorio, per tutti i cittadini, non solo per gli studenti e i docenti. Per certi versi lo stesso vale per tutti coloro, artigiani e imprenditori, che finanziano questa iniziativa, convinti che più cultura, e in particolare più cultura scientifica e tecnica, sia il presupposto per la crescita economica e sociale del Paese.

Il tema che fa da filo conduttore agli incontri di quest’anno è ispirato a quello dell’Esposizione Universale di Milano del 2015, dal titolo “Nutrire il Pianeta. Energia per la vita”. Un tema che in questo ciclo sarà declinato in tutti i suoi aspetti, da quello antropologico a quello biologico, da quello medico a quello ecologico, fino agli aspetti propri delle scienze sociali. La frase “l’uomo è ciò che mangia”, titolo di un saggio di Feurbach del 1862, può oggi più di ieri essere letta anche simmetricamente, e cioè “l’uomo mangia ciò che è”. Come si capirà stasera da Francesco Cavalli-Sforza, il diversi cibi come i diversi linguaggi hanno caratterizzato e caratterizzano le diverse culture. E hanno accompagnato e condizionato la nostra evoluzione, non solo biologica ma anche sociale, culturale, tecnologica, in un modo più profondo di quanto comunemente si pensi.

Di fronte all’attuale congiuntura, in un mondo che si globalizza anche nella standardadizzazione di massa delle tipologie di cibi, quale sarà il futuro nostro e del pianeta? Quali scelte si impongono per correggere tendenze che sembrano irreversibili, e che pure incidono profondamente sulla nostra esistenza e su quella delle future generazioni? Domande a cui tutti siamo chiamati a rispondere già nel nostro quotidiano. Proprio alla luce di simili domande, questo ciclo cerca di offrire materiale e spunti per orientare le nostre scelte individuali e politiche. Perché domani sia meglio di oggi per tutte le popolazioni della terra.

Giulio Peruzzi, 8 dicembre 2014

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