Michele Morgante – Le modificazioni genetiche per nutrire il pianeta: andare avanti o tornare indietro?

30.01.2015 – Venerdì ore 21.00 presso l’Auditorium del Liceo “G. Berto”

Sin da quando parecchi millenni fa si è dedicato all’agricoltura, l’uomo è evoluto assieme alle piante e animali di cui ha cominciato a nutrirsi, andando a modificarli. Nel corso del tempo si sono modificati sia i metodi della selezione, che hanno sempre più tratto vantaggio dai progressi scientifico-tecnologici, sia gli obiettivi della selezione. In tempi più vicini a noi oltre a produttività e qualità, ed in alcuni casi a discapito di quest’ultima, si è selezionato per la possibilità di conservare quanto più a lungo possibile. Più recentemente si sono privilegiate caratteristiche che portassero ad una maggiore sostenibilità del sistema agricolo, che in passato ha sicuramente consumato grandi risorse e prodotto un notevole impatto sull’ambiente. La sfida si fa sempre più ardua. A fronte di una popolazione mondiale in costante aumento, sia in termini numerici che di fabbisogno, sarà necessario produrre di più (secondo stime UNEP almeno il 50% entro il 2050) consumando meno acqua, energia, fertilizzanti, pesticidi e, se possibile, producendo alimenti con migliori qualità nutrizionali. Nel nostro paese sembra si sia diffusa la convinzione che tutto ciò si possa ottenere senza andare a modificare le piante di cui ci nutriamo ed anzi tornando a recuperare le varietà del passato, quando la produttività era molto inferiore e l’ambiente molto diverso. Questa apparente opposizione al miglioramento genetico delle piante è ancora più sorprendente se si considera che gli strumenti per ottenerlo sono andati affinandosi, offrendo metodiche che possono essere usate per ottenere modificazioni genetiche in maniera precisa e rapida.
Michele Morgante è professore ordinario di Genetica presso l’Università di Udine e fondatore e Direttore Scientifico dell’Istituto di Genomica Applicata, un centro di eccellenza internazionale per l’analisi dei genomi attraverso le metodiche di sequenziamento del DNA di nuova generazione. Ha diretto presso la DuPont a Wilmington, USA un gruppo di ricerca che si è occupato dello studio dell’organizzazione e della mappatura del genoma di mais.
E’ rientrato in Italia all’Università di Udine nel 2002, dove il suo gruppo ha sequenziato i genomi di vite e più di recente di pesco, agrumi, orzo ed abete rosso. E’ editore associato di BMC Plant Biology e section editor di BMC Genetics. Ha ricevuto la medaglia 2005 per le Scienze Fisiche e Naturali dell’Accademia delle Scienze detta dei XL ed è dal 2007 Socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Nel 2012 ha ricevuto un prestigioso Advanced Grant dello European Research Council per l’analisi dei genomi vegetali. E’ Presidente eletto della Società Italiana di Genetica Agraria.

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