Cecilia Laschi – Il futuro della robotica


Giovedì 11 gennaio 2018 ore 21.00

La comprensione del cervello umano è la grande sfida del nostro secolo. Il cervello è una struttura complessa: la progettazione di modelli che possano imitarne la struttura è particolarmente complicata. La modellazione delle sue funzionalità richiede la conoscenza dei suoi sottosistemi (sensoriale, motore, emotivo, ecc.), le loro interazioni e, nel loro complesso, come generano comportamenti complessi nell’interazione con l’ambiente. In robotica l’applicazione di modelli del cervello umano è da sempre sfida e strumento di progresso scientifico; allo stesso tempo, l’uso di robot si è dimostrato utile allo studio del cervello stesso, permettendone una sorta di studio in silico. La robotica permette di studiare il cervello insieme a un corpo fisico e dunque la sua interazione con l’ambiente. Inoltre, studi sull’intelligenza artificiale dimostrano come il corpo stesso abbia un ruolo nel comportamento senso-motorio e hanno permesso ulteriori progressi in robotica. La sfida dello studio del cervello impegna 120 istituti di ricerca di 24 Paesi europei nell’ambito di Human Brain, progetto europeo decennale, i cui risultati potrebbero rivelarsi decisivi nel campo delle neuroscienze, dell’informatica e della robotica. Un sottoprogetto è dedicato allo sviluppo di una piattaforma neurorobotica, nella quale robot simulati e fisici possono essere utilizzati per esperimenti sui modelli del cervello, nella loro interazione con l’ambiente. Lo scopo ultimo è quello di migliorare le attuali performance dei robot, aumentando il loro grado di autonomia per portarli al di fuori di ambienti controllati e utilizzarli al fianco delle persone.

Cecilia Laschi è laureata in Scienze dell’Informazione all’Università di Pisa nel 1993. E’ Professore Ordinario di Bioingegneria Industriale all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa ed ha ottenuto il Dottorato di Ricerca in Robotica all’Università di Genova nel 1998. I suoi interessi di ricerca riguardano la biorobotica e in particolare l’uso di materiali soft per costruire robot, settore che ha contribuito a sviluppare a livello internazionale. Svolge ricerche nell’ambito della robotica umanoide, in particolare con l’applicazione di modelli neuroscientifici su robot: una linea di ricerca riguarda la bioingegneria del neurosviluppo, e cioè la progettazione e la realizzazione di dispositivi, tipicamente giocattoli, sensorizzati per il monitoraggio dello sviluppo neuro-motorio dei neonati. Ha pubblicato oltre 200 articoli e svolge attività di referaggio per molte riviste scientifiche, tra cui Nature, per la Commissione Europea (Programma ERC e altri) e per numerosi enti di finanziameto alla ricerca di paesi europei. E’ socio fondatore della società RoboTech srl, spin-off accademica della Scuola Superiore Sant’Anna, nel settore della robotica di intrattenimento e didattica, o edutainment.

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